Pubblicato da: giovannimapelli | febbraio 16, 2009

MEMORIA per la DIFFIDA alla CURIA di VERONA

 ATTI PER L’AZIONE LEGALE CONTRO LA CURIA VESCOVILE di VERONA

 
MEMORIA per la DIFFIDA alla CURIA di VERONA  (settimanale VERONA FEDELE e il Direttore mons. Bruno Fasani)

Abbiamo letto la Lettera del Sig. Luigi Benini indirizzata al Settimanale della Diocesi di Verona, “Verona Fedele”, che chiedeva in tono polemico notizie circa la nostra Diocesi e la nostra Chiesa Cristiana Antica Cattolica e Apostolica e la  relativa risposta del Direttore mons. Bruno Fasani.

A tal proposito replichiamo punto su punto alle dichiarazioni pubblicate da mons. Fasani:

la Diocesi di Monza della nostra Chiesa non è stata fondata dal “monaco Giovanni Climaco Mapelli”,  come indicato nella lettera del lettore, bensì dal Vescovo omonimo, in quanto al momento della fondazione era già stato consacrato Vescovo dal Primate Ortodosso Arcivescovo di Milano e Metropolita di Aquileia mons. Evloghios, il quale ha dato la sua benedizione alla nuova missione diocesana stessa.

Mons. Fasani definisce “la cosa”, cioè l’ordinazione di un Diacono a Verona, avvenuta il 1 febbraio scorso, presso la Sala Consigliare del Centro Storico di via San Giovanni in Valle, “molto più semplice o, se vuole, molto più squallida di quanto si possa immaginare.”

Queste parole sono gravi poichè hanno l’incipit di un pregiudizio, iniziano cioè con una affermazione gratuita e pesante, in ogni modo offensiva e denigratoria : “la cosa è…

molto più squallida di quanto si possa immaginare…”

Quale cosa?

L’ordinazione del nostro Diacono?

il fatto che i diaconi, i preti e i vescovi della nostra Chiesa si sposino, come era in uso presso tutte le Chiese di antica fondazione e tradizione?

il fatto che nella nostra Chiesa vengono accolti e valorizzati anche i divorziati e risposati o le coppie di fatto, e non vengono escluse dalla partecipazione alla celebrazione dell’Eucaristia, (come era in uso presso tutte le Chiese cristiane di antica fondazione e tradizione fino a prima del Concilio di Trento, cioè  fino alla metà del 1500 ) con la possibilità di accedere alla comunione stessa, che invece altre chiese oggi proibiscono…?

il fatto che nella nostra Chiesa “gli omosessuali vengono accolti nella loro dignità e non subiscono alcuna disparità di trattamento teologico e pastorale, e possono fare un percorso sprituale e vocazionale” ?

Mons. Fasani non specifica cosa è “squallido”.

Più avanti il prelato veronese afferma che la nostra Chiesa è “una chiesa sedicente Ortodossa Occidentale”.

In che contesto usa questo aggettivo “sedicente”, secondo quale accezione?  poichè è ben chiaro dal contesto generale che il Fasani intende screditare l’identità e l’operato stesso della nostra Chiesa volendo ricondurre tutta la questione ad una sorta di invenzione pressochè fantomatica della nostra realtà ecclesiale, poichè egli afferma che “tale chiesa non è in comunione con alcuna chiesa ortodossa ufficiale”.

Ebbene, quest’ultima affermazione è priva di fondamento poichè la Chiesa Madre della nostra Diocesi, dalla quale il Vescovo Mons. Giovanni Climaco Mapelli proviene è stata in piena comunione dal 1994 al 1997 con il Patriarcato Ortodosso di Kiev e dell’Ucraina, ed attualmente in buoni rapporti con molte tra le Chiese Ortodosse nel mondo, non ultimo il Patriarcato della Chiesa Ortodossa di Eritrea con relazioni dirette con il Santo Sinodo ed il Patriarca stesso di Eritrea. Inoltre i motivi dell’ostilità di alcune Chiese Ortodosse nei confronti della nostra Chiesa è da ricondurre, come si evincerà dalla nota storica più sotto riportata, ad una questione teologico – liturgica relativa allo “scisma” avvenuto tra il 1923 ed il 1935, quando la Chiesa detta dei Veri Cristiani Ortodossi di Grecia, la Chiesa Paleoimerologhita (del Vecchio Calendario) con i suoi tre Arcivescovi Metropoliti e circa un milione di fedeli decise di staccarsi dalla Chiesa ufficiale di Atene (del Nuovo Calendario).

Successivamente, dopo varie persecuzioni e ostilità,  anche la Chiesa del Vecchio Calendario, da cui noi proveniamo, è stata riconosciuta giuridicamente dallo Stato della Repubblica di Grecia al pari della Chiesa di origine.

Mons.  Fasani riguardo alla mia persona aggiunge : “Questo signore, ex insegnante di religione cattolica, omosessuale dichiarato e sostenitore dell’omosessualità…”

questo modo di argomentare è tipicamente quello ideato per stigmatizzare una condizione umana e personale di un soggetto, in questo caso religioso, con l’intento di creare nelle persone e in particolare nei fedeli una qualche ripugnanza o biasimo.

Mons. Mapelli non ha mai negato la sua identità personale, anche riguardo al profilo così ostentatamente e subdolamente esibito, con palesi intenti non certamente nobili, dal Direttore di Verona Fedele , poichè nel lontano 1994 scrisse una Lettera (poi resa pubblica dalla stampa) in cui al Cardinale Carlo Maria Martini, allora Arcivescovo di Milano, in quanto docente di religione cattolica, chiedeva una parola illuminante circa la possibilità di incarichi ecclesiali per le persone omosessuali nella Chiesa.

Mons. Mapelli non è “sostenitore dell’omosessualità “, come il Fasani vuol cercare di far credere, insinuando che sostenendo questo orientamento sessuale, si sostenga pure una certa anarchia sessuale, una sorta di promiscuità e un certo stile di vita del tutto irresponsabile ed immorale…

Mons. Mapelli, da Vescovo e da cristiano, crede che anche le persone omosessuali, siano gay o lesbiche, sono creati da Dio, nostro unico Padre ed  hanno anch’esse  una vocazione all’amore, cioè sono chiamate ad una vita di relazione e di comunione,  con responsabilità e fedeltà, al pari delle persone eterosessuali, nel rispetto della propria identità e personalità e della personalità e soggettività altrui.

In questo quadro di riferimento teologico – pastorale ed ecclesiale le persone omosessual non vengono nè escluse nè giudicate o condannate come immorali, e l’omosessualità o omofilia vissuta nel rispetto della morale evangelica e cristiana, e quindi nella responsabilità personale che è anche assunzione di un progetto di amore voluto dal Creatore, può essere sicuramente  fonte di bene e di virtù, come pure cammino di crescita spirituale per un credente.

E’ questo che il Vescovo Mapelli sostiene, di questo egli è aperto sostenitore.

Lo scritto di mons. Fasani aggiunge in seguito altre notizie dicendo : …”è stato ordinato ‘vescovo’ (il virgolettato è usato per richiamare l’attenzione su un presunto episcopato non veritiero, ed è stato usato con lo stesso intento anche nel titolo in merito alla ‘chiesa’ )  da sua beatitudine (beato lui che se la fa e se la dice! ndr)  Kyrios Evloghios I, ex monaco benedettino onosessuale scomunicato, nella chiesa Teotokos a Bergamo “.

Questa è la versione dei fatti, veramente distorta e palesemente infamante:

Mons. Evloghios viene dileggiato e ridicolizzato nella sua dignità episcopale e primaziale,  insinuando con la frase “beato lui che se la fa e se la dice!”  che l’Arcivescovo

Evloghios I , al secolo Klaus Augustin Hessler, nato il 21 febbraio 1935 a Dortmund (Germania) e residente a Milano, in via San Gregorio, n.5, si sia proclamato da solo (sedicente) Vescovo Ortodosso di Milano e poi Arcivescovo Metropolita e infine Primate della Metropolia Ortodossa Autonoma di Milano e Aquileia per l’Europa Occidentale e le Americhe, attribuendosi arbitrariamente il titolo di Beatitudine.

Ebbene, l’Arcivescovo Evloghios è stato insignito del titolo di Primate dal Santo Sinodo dei Vescovi in Europa al momento dell’elezione quando ha sostituito l’Arcivescovo Metropolita Gabriel di Lisbona passato con altri Vescovi della Metropolia alla Chiesa Ortodossa di Polonia.  Con il Tomos di Autonomia della Chiesa Ortodossa Greca del Vecchio Calendario di Atene (allegato in copia) che ha trasformato ed elevato l’Esarcato Ortodosso Greco in Europa in Metropolia autonoma, con un suo Santo Sinodo, il Primate mons. Evloghios, ha acquisito il titolo stesso di “Beatitudine”, come in uso nelle Chiese d’Oriente.

Successivamente nel 1994 con la comunione (communicatio in sacris) instaurata tra la Metropolia Ortodossa  di Milano e il Patriarcato Ortodosso di Kiev e dell’Ucraina, l’Arcivescovo mons. Evloghios è entrato a far parte dello stesso Santo Sinodo Ucraino a pieno titolo, e con una Lettera olografa del Patriarca di Kiev Sua Santità Volodimir

è stato riconfermato anche nella nuova giurisdizione slava col titolo già conferitogli dalla Chiesa Greca, di “Beatitudine”, secondo i canoni,  in quanto Primate di una Metropolia Autonoma. (vedi documenti allegati in copia)

A questo punto appare chiarissimo come l’intento denigratorio e fuorviante, al limite della più gretta malafede, messo in atto da mons. Fasani per screditare il Metropolita Evloghios sia destinato a naufragare.

Gravissimo poi è l’aver scritto che lo stesso è “omosessuale scomunicato“, cosa del tutto infondata, mai apparsa in nessun documento ecclesiale,  sia esso disciplinare o sacramentale.

Questa affermazione ha raggiunto veramente il colmo della ingiuriosità e della diffamazione pubblica, veicolata da una pubblicazione settimanale diocesana che viene distribuita in tutta la Città di Verona ed in tutte le Parrocchie della Diocesi.

L’affermazione successiva che ultimamente il Vescovo Mons. Mapelli e Mons. Evloghios non sarebbero in comunione ” neppure tra di loro”, è palesemente falsa poichè alla cerimonia di ordinazione del Diacono Fra’ Benedetto (al secolo Franco Sordato) avvenuta a Verona, il 1 febbraio scorso, l’Arcivescovo Metropolita Evloghios presenziava in abito corale insieme ad altri appartenenti del clero.

Da ultimo anche l’affermazione del tutto gratuita che dice ” con il Kyrios – cioè Mons. Evloghios – sono rimasti altri vescovi, ordinatisi tra di loro, tra cui Abbondio, altro ex monaco scomunicato… più altri quattro o cinque, uno più beato dell’altro “  è una affermazione veramente incresciosa e volta al dileggio e alla delegittimazione, poichè lascia intendere che la successione apostolica (l’ordinazione episcopale che garantisce la trasmissione della grazia dei sacramenti e del sacerdozio ) è avvenuta all’interno di una cerchia ristretta di persone “ordinatesi tra di loro”, gettando discredito sulla sua autenticità e sulla piena ecclesialità e canonicità del contesto.

Tutte queste insinuazioni ed affermazioni infondate sono state scritte pubblicamente per arrecare danno morale ai soggetti coinvolti e per ledere l’immagine e l’onorabilità delle persone e della Chiesa di cui noi facciamo parte.

Milano, 15 febbraio 2009

+ Giovanni Climaco MAPELLI

    (al secolo Giovanni Felice Mapelli)

Notizia storica sulla Chiesa di provenienza del Vescovo GIOVANNI CLIMACO MAPELLI:

 

BREVE STORIA DELLA CHIESA GRECA DEI VERI CRISTIANI ORTODOSSI DI GRECIA , DETTA DEL VECCHIO CALENDARIO, E DELLA SUA METROPOLIA AUTONOMA DI AQUILEIA-MILANO, PRESENTE IN EUROPA OCCIDENTALE E AMERICA
Patriarcato di Mosca, Chiesa Russa in Esilio (da maggio 2007 riconosciuta canonica) ,Chiesa Patriarcale di Romania, Chiesa Autocefala di Polonia, Chiesa Serba, Chiesa Ortodossa d’America – OCA, Costantinopoli.
Riconoscimento da parte di Chiese ortodosse ufficiali e canoniche tramite l’”accettazione” del clero – sacerdoti e vescovi:
La nostra Chiesa nasce come movimento in favore della purezza della Tradizione negli anni ‘20, quando l’ortodossia greca si trovava in crisi per l’introduzione di modernismi nella vita ecclesiale, soprattutto quando, nel 1923, il Patriarca Meletios introdusse il calendario civile, detto gregoriano, nella Chiesa greca, senza consultare il clero e il popolo. Un milione di fedeli, gran parte del clero e molti monasteri aderirono a questo movimento di resistenza contro ogni forma di modernismi.

Proponiamo di seguito la successione cronologica degli eventi più significativi della nostra storia.

1935 – Tre vescovi della Chiesa ufficiale greca aderiscono al movimento, i Metropoliti Germanos di Dimetrias, Crisostomo di Zakintos e Crisostomos di Florina (poi eletto primate della Chiesa nascente). La Chiesa subisce il primo scisma, ad opera del Metropolita Matteo. Per ben vent’anni la Chiesa viene perseguitata dalle autorità greche, su istigazione della Chiesa di Stato. Il primate Crisostomos di Florina muore, lasciando una Chiesa forte – anche se provata – con circa 800.000 /1.000.000 di fedeli e centinaia di sacerdoti. L’assenza di un episcopato spinge i rappresentanti del clero a rivolgersi ad altre Chiese ortodosse per chiedere la necessaria consacrazione di vescovi, indispensabili per la vita e il futuro della Chiesa. L’Arcivescovo russo ortodosso di Cicago, Vladyka Serafim Ivanov, insieme all’Arcivescovo romeno Teofilo Ionescu , allora appartenente al Sinodo russo in esilio, oggi riconosciuto come canonico, consacrano vescovo, in conformità al I Canone Apostolico, l’archimandrita greco Akakios il 19 dicembre, festa di san Nicola. L’arcivescovo Leonti Filipovitch del Cile, della Chiesa Russa in Esilio, che era stato archimandrita del famoso monastero ucraino Pociaev, consacrato vescovo di Zitomir nel 1941 nella Chiesa patriarcale, consacra, insieme con il Vescovo Akakios, diversi vescovi greci, fra i quali il Metropolita Avxentios, che nel 1963 diventa terzo primate della Chiesa Greca del Vecchio Calendario. Morirà nel 1994. Entrambi i vescovi, l’Arcivescovo Leontij Filipovitch e il Primate Sua Beatitudine Avxentios, diventano personaggi di rilevanza storica per la Chiesa greca. La Chiesa Russa in Esilio, tramite le consacrazioni episcopali di suoi vescovi, diventa per la Chiesa paleoimerologhita una seconda madre. Senza di essa la Chiesa greca non avrebbe avuto un avvenire. La Chiesa Russa in Esilio porta a termine la sua missione relativa alla rinascita della Chiesa greca stabilendo la comunione eucaristica fra la Chiesa Russa in Esilio e la Chiesa Greca Veterocalendarista – la Chiesa greca tradizionale. La Chiesa Russa riconosce poi expressis verbis i sacramenti della sorella Chiesa greca, anche (aspetto da sottolineare) le consacrazioni dei suoi vescovi fatte nel 1960 e nel 1962. La Metropolia di Milano è in possesso di questo documento, autenticato dal segretario del Sinodo Russo, Mons. Ilarion, oggi primate della Chiesa Russa all’estero e in comunione con Mosca. Si sottolinea come il governo ellenico riconosca i sacramenti della Chiesa greca tradizionale: i suoi sacramenti del battesimo e del matrimonio sono infatti registrati ufficialmente dallo Stato greco.

Il 19 maggio, Sua Beatitudine Avxentios I, primate della Chiesa greca tradizionale, consacra in nome del Santo Sinodo, insieme ai suoi metropoliti Gerondio del Pireo, Callistos di Corinzio ed Antonio dell’Attica il primo vescovo occidentale, Vladyka Gabriele, vescovo del Portogallo e di Spagna che, in seguito, sarà il primo primate della Metropolia del Portogallo, di Spagna e dell’Europa occidentale. Il 1978 è dunque l’anno della fondazione della Metropolia Occidentale. Si tratta di un anno altrettanto importante per la Chiesa greca: il 17 marzo, Sua Beatitudine Avxentios, a nome del Santo Sinodo, insieme ai Metropoliti Gabriel del Portogallo, Massimo di Kefalonia, Gerasimo di Boitias e Kallinico consacra l’archimandrita Tiago vescovo di Coimbra in Portogallo.

Il Santo Sinodo di Atene della Chiesa greca tradizionalista incarica i vescovi in Portogallo, Gabriele di Lisbona e Tiago di Coimbra, di consacrare vescovo di Milano l’archimandrita Evloghios (9 settembre) e Gregorio vescovo di Torino (22 settembre).Ormai la Metropolia dell’Europa occidentale (e più tardi anche dell’America) ha quattro vescovi occidentali. Il 27 settembre, data storica della nostra Metropolia, Sua Beatitudine Avxentios I, a nome del Santo Sinodo, conferisce alla nuova metropolia il Tomos di Autonomia, conferendo ad essa completa autonomia e il diritto di avere un proprio Sinodo. Sua Beatitudine Gabriele I diventa il primo primate della Chiesa metropolitana ortodossa in Occidente. Anche se, successivamente, nasceranno scismi nella Chiesa greca tradizionale, nessun elemento negativo nella storia può toccare la serietà e l’autenticità della Chiesa madre nella sua linea diretta dei tre primati greci Crisostomos, Akakios e Avxentios. La nostra Metropolia è fiera di discendere dalla Chiesa greca che costituisce il tronco storico, dal quale, purtroppo, altre giurisdizioni si sono successivamente separate. Il Primate Gabriele, insieme ai suoi due vescovi portoghesi, Tiago di Coimbra e Teodoro di Evora, si congedano dal nostro Santo Sinodo e vengono incardinati nella Chiesa polacca autocefala. La Chiesa polacca, in una lettera all’Arcivescovo Evloghios di Milano, insiste sul fatto che nessuna forma di “riordinazione” (”bez ponownych swiecen biskupich“) è stata praticata.

SEDE VACANTE

1990 – Il 27 settembre, il Santo Sinodo, ormai senza i fratelli del Portogallo, si riunisce nel Monastero di San Michele nel Sud della Francia (Flayosc). Presenti le loro Em. Gregorio di Torino, Vigile di Parigi, Evloghios di Milano e il vescovo eletto Lazar (Puhalo) di Vancouver (Canada), consacrato il giorno dopo (28 settembre). Viene eletto secondo primate della Metropolia Mons. Evloghios di Milano, sotto la cui guida la Metropolia di Aquileia – Milano ha ora complessivamente sei diocesi, tre in Europa (Milano, Monaco, Italica in Spagna), con due decanati in Francia e in Inghilterra, e tre negli Stati Uniti (Austin, New York e Maspeth).

+ GIOVANNI CLIMACO MAPELLI

2006il 4 febbraio viene ordinato Diacono a Bergamo da S.B. Mons. Evloghios di Milano il monaco Giovanni Felice Mapelli con il nome religioso di Giovanni Climaco

          – il 26 febbraio Festa di S. EVLOGHIOS Patriarca di Alessandria, viene ordinato a Milano Presbitero dallo stesso Primate   Ortodosso di Milano e Aquileja, assistente un altro Vescovo

          – il 14 dicembre viene consacrato Vescovo col titolo di Monza ( antica Modoetia) dal Primate Evloghios di Milano (al secolo Klaus Augusin Hessler)  e dal Vescovo Luca (al secolo dr. Roberto Tresoldi) di Torcello, presenti i fedeli, i Presbiteri, i Monaci e i Diaconi della Diocesi, nella Chiesa della Santa Madre di Dio (Teotokos) di Bergamo

I RICONOSCIMENTI DI ALTRE CHIESE

Mosca: nel 1989 Mons. Vladimir Sabodan, l’attuale Metropolita di Kiev, incardinò nel clero, quando era esarca di Mosca in Europa – e senza alcuna riordinazione – l’arciprete Gerad della Garde e il diacono Giuseppe.

Bucuresti : l’Esarca Adriano, oggi a riposo a Parigi, accettò senza nessuna forma di riordinazione i sacerdoti Nicola Lacaille e Teodor, entrambi ordinati da Sua Beatitudine Gabriele.

Costantinopoli: due sacerdoti passarono poi alla Chiesa greca, fecero domanda d’accettazione e furono incardinati, evidentemente senza nessuna forma di riordinazione.

Chiesa serba: nel 1985 il diacono Basilio Manfred Danfeld di Berlino, ordinato da Sua Beatitudine Evloghios, fece domanda d’accettazione all’esarca Lavrentije, oggi vescovo di Sabac, e fu incardinato senza riordinazione.

Chiesa di Polonia: in questa Chiesa furono accettati senza condizioni il primate Sua Beatitudine Gabriele con i suoi vescovi vicari. L’intenzione era quella di accettare anche i due vescovi in Italia, Evloghios di Milano e Gregorio di Torino, ma certi padri del Santo Sinodo temettero di complicare i rapporti con il Vaticano accettando vescovi di un Paese strettamente legato al Vaticano. La carità fraterna fu così vinta dalla diplomazia.

Chiesa Russa in Esilio: è evidente il suo ruolo positivo in tutto ciò che ha fatto per la Chiesa greca, per la quale ha consacrato sei vescovi.

OCA – Chiesa ortodossa canonica in America: nel 2003 accettò senza riordinazione i due vescovi canadesi, Lazar, consacrato nel 1990 e Varlaam, consacrato nel 1994 da Sua Beatitudine Evloghios. Nel sito WEB della Chiesa americana vengono elencati, tra i vescovi ormai a riposo, con le date delle loro consacrazioni ad opera della nostra Metropolia (1990 e 1994), mentre l’anno dell’incardinazione è il 2003.

Anche se ogni Sinodo locale ha il diritto di giudicare e decidere secondo coscienza e secondo i propri bisogni o convenienze, i giudizi e le decisioni non sono sempre di natura strettamente religiosa, come la decisione del Sinodo polacco bene evidenzia.

Stemma dell'Arcivescovo Primate  + Giovanni Climaco Mapelli

Stemma dell'Arcivescovo Primate + Giovanni Climaco Mapelli

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Responses

  1. Monsignor Mapelli, grazie per le informazioni, molte precise e convincenti.

    Tuttavia di una cosa non sono convinto: che Lei sia in comunione con la chiesa di S. Em. l’Arcivescovo Evloghios. Non e’ infatti possibile – a quanto mi risulta – per una Chiesa ortodossa essere in comunione con una Chiesa che non e’ ortodossa (bensi’ veterocattolica) come quella che Lei rappresenta.

    Mi sembra quindi che non dovrebbe fare riferimento a documenti e atti di una Chiesa dalla quale lei e’ uscito riferendosi a essi come se fossero documenti e atti della sua Chiesa: mi sembra di capire che Lei ha ricevuto l’episcopato in quella Chiesa per poi uscirne e formare una Chiesa sua, che con l’altra non ha niente a che fare… Saluti fraterni. Guido

    • La distinzione ta le due Chiese è ben chiara…forse soltanto Lei non riesce a vederla: quanto alla “comunione” tra loro, questa è riferita evidentemente ad una comunione tra persone nel senso della stima reciproca, e non sacramentale, dato che le Chiese Ortodosse sono chiuse in tutto,e si credono le totali depositarie della verità, (come Lei forse vuol accennare) e avrebbero da ridire anche se la comunione glie la chiedesse Cristo in persona…. infatti dubito seriamente che molte Chiese ortodosse siano in “comunione con Cristo!” (il discorso sarebbe troppo lungo)
      Sul fatto che io esponga la “genealogia o storia” della Chiesa da cui provengo (e non capisco proprio perchè questo Le dia così tanto fastidio…) è chiaro che questo è necessario per difendere la stessa linea di provenienza e ragion d’essere della nostra attuale Chiesa, insieme con quella Chiesa che in qualche modo ci ha ha generato….
      Lo farebbe anche il Papa (come ogni Vescovo) se dovesse spiegare o giustificare la sua provenienza dai predecessori Vescovi di Roma, dai quali ha ricevuto – secondo traditio – il suo mandato…. (cosa che infatti fanno spesso tutti i pontefici romani nei documenti magisteriali, soprattutto in merito al loro mandato petrino,per fondarlo sul sicuro, cosa invece per noi tanto discutibile, poichè succedere a Pietro non vuol dire certamente fare il papa come lo si fa’ oggi…
      ma questo è tutto un altro discorso)


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