Fumata nera

FUMATA NERA PER I DIRITTI UMANI DEI GAY (da secoli...)

FC Famiglia Cristiana

EDITORIALE

dalla Rivista ECCLESIA DEI n.2/2209 – novembre

FAMIGLIA CRISTIANA e I DIRITTI NEGATI

Don Sciortino e le leggi per i gay

 L’ultimo editoriale del Direttore di Famiglia Cristiana sulla questione dei diritti alle persone omosessuali ci ha colpito non poco: leggendo Don Antonio Sciortino, assurto in un baleno ad esperto di filosofia della natura, teologo di teologia fondamentale, antropologo e poi ancora giurista di insigne fama, esperto dei diritti umani e di diritto internazionale lo sconcerto dilaga. Leggiamone una perla, di questo lavoro di alto profilo giuridico: “Il rispetto incondizionato, che si deve alla persona omosessuale e ai suoi diritti non include però il diritto al matrimonio (così come all’adozione o al figlio con ricorso alla fecondazione artificiale), perché tale diritto non esiste.” Ha pontificato il Direttore che “tale diritto non esiste!” E’ interessante che anzichè argomentare nel diritto, secondo un profilo storico-critico e culturale circa l’istituzione matrimoniale, questo epigono ratzingeriano delle proibizioni si limita alle negazioni. Negare tutto, negare sempre su tutta la linea…. Ecco il senso dell’editoriale, ed anche purtroppo il senso di un pontificato che si è messo di traverso, con una sfacciataggine senza pari ed un peso ingombrante, a tutto il corso della storia contemporanea e della modernità. Don Sciortino, già normalizzato dal Vaticano ai tempi della sostituzione di Don Leonardo Zega alla Direzione del settimanale dei Paolini, adesso fa’ il teologo divulgativo del pensiero unico ratzingeriano e mentre fa’ una pallida “apertura” (come odio questo sciocco termine…) sui “diritti individuali ” dei gay, chiude su ogni altro fronte anche il semplice confronto possibile tra visioni antropologiche e culturali del fatto matrimoniale. Come se al mondo esistessero persone che hanno diritti pieni e complementari, diciamo sociali, e altri invece che ne hanno soltanto di individuali. Questa assurda teoria partorita da teologi vaticani, di cui si fanno portavoce la Conferenza Episcopale italiana e altri soggetti ecclesiali è una vera “porcheria” giuridica e va detto con forza. La legge è urguale per tutti, tutti! E sotto il profilo teologico Dio non crea uomini e donne inferiori come creature dotate di corporeità e di spiritualità. Si potrà eccepire sul termine “matrimonio”, ma arrivare a dire che quelle dei gay sono solo “unioni”, cosa vuol significare? Cosa è poi una “unione”? Vi è la consapevolezza della relazione tra due persone? ribadiamo persone ai teologi che si riempiono spesso la bocca e ci riempiono spesso le orecchie, della parola persona, e che ciò che nasce e si realizza dentro il legame tra due individui di stesso sesso è sempre e comunque relazione inter-personale? Perchè dunque circoscrivere questa umana relazione ad un grado infimo quasi fosse un legame sconveniente che non merita tutela ma soltanto una forma di rilievo individualistico, partorendo una specie di codice di diritto civile ad hoc, quasi che il diritto fondamentale non si applichi a talune categorie di persone? E’ obbrobriosa questa visione che si sposta dal piano più strettamente etico (per modo di dire) a quello ontologico e poi civilistico e diremmo anche statale. La furibonda lotta dei cattolici istituzionali per sminuire, negare, ostacolare, cavillare, spostare l’attenzione in merito ai diritti delle coppia gay è una lotta impari e sudicia. Don Sciortino ci è o ci fa’? Ecco cosa dice ancora: “Il termine coppia riferito agli omosessuali (e ancora più il matrimonio) è del tutto fuori luogo; più appropriato, forse, è il termine unione…” Bene anche il nome coppia è del tutto fuori luogo… e perchè mai? Perchè la coppia cosa è? Viene fuori una incapacità ad accettare che la natura fa’ attrarre due persone dello stesso sesso allo stesso modo in cui ne fa attrarre due di sesso diverso. Viene fuori la visione della sessualità soltanto procreativa e per nulla significativa a livello della sua specificità relazionale e affettiva, di completamento reciproco e profondamente umanizzante. Si pensa la sessualità a partire probabilmente dai propri fallimenti esistenziali ed anche vocazionali, siano essi papali , presbiterali, o di direttori di testate cattoliche, per lanciare lo sguardo su tutto il resto e insinuare malignità e dubbi di ogni sorta verso un legame di per sè degno di considerazione e naturale. Tutto ciò per impedire che la società cambi il suo sguardo e il suo modo di giudicare, spesso così volgare e così infelice…. Tutto ciò perchè lo Stato sia irretito in una paura atavica e superstiziosa che lo fa’ regredire ad epoche veramente tristi, e perchè rimanga di fatto immobile persino su una legge che contrasti l’omofobia. Perchè questa visione così gretta quando sono in gioco i destini stessi delle persone? Non riusciamo a capacitarci davvero. Succede oggi ciò che succedeva negli anni ‘30, quando le leggi razziali stabilivano per natura la superiorità e l’inferiorità e dunque la soppressione di alcune “razze umane”. Oggi gli inferiori socialmente parlando sono i gay e le lesbiche o i transessuali, inferiori perchè titolari di soli “diritti individuali”. Durante il fascismo era l’Avvenire d’Italia , organo dei Vescovi italiani, padre dell’attuale Avvenire del già Direttore Dino Boffo, che salutava come socialmente utili e provvidenziali le leggi razziali contro ebrei e poi le restrizioni contro rom, zingari e omosessuali. Era l’Osservatore Romano, da ben più altro scranno di visuale, che ne tesseva le lodi, dopo i Patti del Laterano, che avevano “cristianizzato” il Duce e il suo fascio littorio. Il giornale vaticano chiedeva dopo il 1945 di tenere in piedi qualche legge del 1938, almeno per gli ebrei non convertiti al cattolicesimo romano: questa lezione della storia,la Chiesa e Famiglia Cristiana e Don Sciortino non l’hanno mai imparata?! Forse no, perchè chiedono adesso le stesse cose verso i gay, facendoli passare per “impediti” nel diritto e nella rilevanza sociale. Non imparano mai niente dai propri errori, i clericali di oggi e di sempre: e quando le leggi le scrivono o vogliono scriverle i clericali e i teologi del momento, non possono sortire che brutte leggi anticostituzionali e leggi che ci fanno vergognare. Lo sapeva in qualche modo anche la vecchia Democrazia Cristiana, e tutto quanto si dibatteva allora tra Gedda e De Gasperi. Ma oggi non è un italiano che siede a San Pietro, è un tedesco, che mentre vede fallire ogni sua impresa restauratrice e dittatoriale pure in patria, qui da noi – regnante una indegna gazzarra politica e una pletora vuota sui valori condivisi – riesce ancora a farla da padrone. Padrone e ostacolo al progresso civile, alle leggi giuste e in linea con la civiltà europea, ostacolo ad ogni dialogo e confronto sociale, sempre incline all’intimidazione morale e al diniego. Don Sciortino, che si distingue per ben altre battaglie di legalità in Italia, qui cade nel pozzo stesso della ostilità preconcetta, convinto di difendere l’unico matrimonio possibile… Ma era Cristo che invitava a dar vita ad un norma che non umilia l’uomo ma invece lo eleva, e che la norma non era più dell’uomo stesso. Ma oggi nella Chiesa di Roma è venuta avanti una teologia che preferisce non confrontarsi con nessuna istanza del mondo contemporaneo e pensa di chiudersi in una sorta di negazione totale, sortendo insieme due risultati paralleli: da una parte allontana progressivamente una moltitudine di persone e fedeli e dall’altra, mentre si pretende portatrice del Vangelo di Gesù Cristo, di fatto ottunde il messaggio evangelico stesso in una sorta di fariseismo settario e oltranzista dove nessuno è a proprio agio, e dove il volto di Dio somiglia sempre più a un volto corrucciato e stizzito, e sempre più incomunicabile e freddo. Questa incapacità di essere come Papa Roncalli Giovanni XXIII ed altri uomini di Chiesa, voce del dialogo e non dei diktat…. Una Chiesa ormai andata, che lo aveva voluto Papa, amato dai lontani e dai vicini, da dentro e da fuori la Chiesa. Questa assenza e incapacità nei fatti produce il vuoto totale di Dio in Occidente e un degrado spirituale senza pari, che in Italia si assomma al deserto morale della politica e dei suoi politici. Che linguaggio parla la Chiesa di oggi? Quello di Pio V? Il linguaggio teologico della Chiesa si è fatto ostico e refrattario, è divenuto simile al legalismo dei farisei e dottori della legge che oberavano di pesi i fedeli, senza toccarli loro con un dito, ed è divenuto linguaggio di chiusura del Regno dei Cieli a sè e agli altri…. Non solo, anche i visi, i volti dei preti e dei vescovi e i loro gesti, sono divenuti, più del linguaggio verbale, icona della frustrazione e del pessismismo e della solitudine esistenziale, della infelicità stessa che la teologia cattolica romana profonde negli animi religiosi. Vi è un panorama clericale desolante in giro!… Il lieto annuncio del Vangelo, quella gioia primigenia del Cristo risorto, è soffocata da prediche e pratiche clericali e devozionali che ammorbano l’aria e intristiscono… La parola della Chiesa è parola di negazione e di deserto… In questo deserto, umano e divino insieme, fiorisco le frotte di giovani e giovinastri nichilisti, picchiatori dei deboli, delle donne, degli extracomunitari e poi sempre di più dei gay e delle lesbiche o dei transessuali. Che Dio sia lontano lo dice il silenzio che i Vescovi e il Papa stesso, come ordine di scuderia interno, mantengono sui pestaggi dei “diversi sessuali”. Se una parola si può dire sul resto degli emarginati, sui gay no, su questi si tace in una specie di teutonico silenzio che origina dal disprezzo e dalla incultura divenuta teologica e fiera di sè. Senza Dio, e con tanti vescovi e papa in silenzio, si compiono le brutalità più inaudite. I giovani smutandati d’Italia se ne vanno in giro magari convinti di salvaguardare l’onore, la famiglia, i valori tradzionali. Il desolante panorama italico è sotto gli occhi di tutti. E i clericali o teologi di corte ci vengono a dire cosa si deve in genere negare agli omosessuali. Come accaduto il 13 ottobre scorso, dove un’altra pagina nera e nefanda è stata scritta nella nostra storia d’Italia. + Giovani Climaco Mapelli Arcivescovo CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO

BENEDICTUS XVIROCCO BUTTIGLIONE

ROCCO BUTTIGLIONE E RENATO FARINA : DUE CATTOLICI CIELLINI CHE MENANO BOTTE MORALI AI GAY!

QUESTA LA DICHIARAZIONE DI ROCCO BUTTIGLIONE SULLA BOCCIATURA DELLA LEGGE CONTRO I REATI DELL’OMOFOBIA

ASCA) – Roma, 13 ott – ”Prendiamo atto con soddisfazione che la battaglia dell’Udc portata avanti coerentemente in commissione e all’inizio forse non compresa dalla Lega e del Popolo della Liberta’ ha invece trionfato nell’aula parlamentare. Ringraziamo le forze politiche e i singoli parlamentari che l’hanno appoggiata”. Cosi’, il presidente dell’Udc, Rocco Buttiglione commenta l’approvazione della pregiudiziale di costituzionalita’ presentata dall’Udc sulla proposta di legge Concia che intendeva introdurre nei casi di violenza l’aggravante penale legata all’orientamento sessuale. ”Noi siamo contrari alla discriminazione degli omosessuali e – dice Buttiglione – condanniamo ogni atto di violenza, ma si parla oggi anche nell’aula parlamentare come se non esistesse nessuna protezione giuridica per gli omosessuali in Italia, mentre la protezione giuridica esiste ed e’ la stessa che la legge accorda a tutti gli altri cittadini. Nessuno puo’ dire che in Italia esiste una discriminazione contro gli omosessuali. Prima di istituire un regime di privilegio per gli omosessuali dobbiamo riflettere molto bene e molto a fondo sulle ragioni che possono giustificare una tale misura. Onestamente a noi sembra che il principio dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, il principio costituzionale, debba essere prevalente”.

 

PRIVILEGIO per gli OMOSESSUALI?

qui siamo alla follia pura: privilegio di far che ….di prendere le botte?

E su METRO il giornaletto delle Stazioni metropolitane il filosofo supera anche se stesso domandandosi retoricamente ”l’ osso rotto di un omosessuale vale più di quello di un eterosessuale?”

SI POTREBBE DUNQUE SINTETIZZARE IL BUTTIGLIONE - PENSIERO CON LA FORMULA CARTESIANA UN PO’ MODIFICATA COSI’ :  ” TI PESTO, QUINDI ESISTI!”

è ovvio che il pestaggio è un privilegio che i  gay devono condividere con la società civile e non tenere tutto per sè come vorrebbero: un osso di un gay infatti vale come quello di chi scopa le donne, non di più…

ma l’eterosessuale, quello che ama la fica (termine vulgare reso in italiano” vulva “) forse rischia i pestaggi in una società etero?

magari rischierebbe i pestaggi in una società omosessuale (cosa dubitativa poichè i gay sono in genere più gentili e delicati dei  machi etero, anche quelli cattolici…)

ROCCO BUTTIGLIONE CATTOLICO, FORSE, NON E’ PIU’ NEMMENO CRISTIANO!

E’ CIELLINO, MA CL STA A CRISTO COME  “MAMMONA STA A DIO!” sono loro i ciellini che infatti impastano un po’ di Dio,  preghiere, soldi (tanti) e  affari, moralismo e perbenismo” ….  amati da molti prelati cattolici romani e dai due ultimi Papi.

E’ la filosofia della “natura” che hanno mutuato dalla Scolastica di S. Tommaso d’Aquino e dalle encicliche wojtyliane e razzingeriane che li fanno forti nell’attaccare ogni qual si voglia accenno ad un diritto positivo verso i gay, i trans e le lesbiche.

Loro i Ciellini vorrebbero fare il rovescio della Parabola del Samaritano… di  fronte a colui che incappato nei briganti, viene picchiato e buttato ai margini della strada, non si comporterebbero come l’uomo di Samaria, individuato da Gesù come il volto del Padre misericordioso che si china sul debole, ma nemmeno come il Sacerdote o il Fariseo che passano oltre, ma addirittura come i complici dei briganti che picchiano, insultano e sacchieggano.

Negare una legge sull’omofobia oggi significa fare questo….

Che questo atteggiamento  sia oggi l’unico atteggiamento cattolico possibile verso i gay, i trans e le lesbiche picchiati selvaggiamete in ogni parte d’Italia, e che si gridi alla “demagogia” per chi vuol correre al riparo  della legge per quanto possibile per scongiurare o frenare questa inspiegabile barbarie crescente, ci indica più d’ogni altra riflessione che il Vangelo è rovesciato del tutto!

Come può mai armonizzarsi questo atteggiamento cinico e feroce dei cattolici (non soltanto ciellini) con il primo comandamento dell’ “ama il prossimo tuo come te stesso…?”

Non serve chiederselo poichè se dopo tanti anni di lettura (presumibile) del Vangelo non l’hanno ancora capito allora tutto è vano come era vano secondo il Padre Abramo mandare ai fratelli dell’Epulone i messaggeri celesti per  tentare di ravvederli e dunque salvarli dalla dannazione eterna….

BUTTIGLIONE VUOLE UNA MORALE CATTOLICA UNICA E SOSTENUTA PURE DALLE BOTTE!

E’ talmente giusta questa morale che dev’essere sostenuta anche dalla deterrenza delle botte degli omofobi: meglio le botte infatti che i riconoscimenti legali ai gay…

così con la disapprovazione anche fisica delle botte (espressione più rude di quella sociale semplicemente verbale o di opinione generale) i gay  staranno pure attenti a non farsi vedere troppo in giro e poi magari ridurranno pure le loro alcove peccaminose: ergo le botte divengono pure promozione della moralità…

più botte dunque, meno atti sessuali gay…

e il Papa condivide e ringrazia, anche se non può dirlo…

infatti una legge contro l’omofobia sociale discriminerebbe gli eterosessuali (lo dicono vari documenti vaticani e anche dell’attuale tedesco Papa) perchè non è giusto proibire ad una maggioranza etero di pestare una minoranza omo.

Gli omo che ostentano infatti “non devono poi lamentarsi se crescono gli atti violenti contro di loro!”

(Lettera sulla Cura pastorale delle persone omosessuali – Congregazione per la Dottrina della fede – 1986)

Inutile rammentare chi è  l’estensore di tale testo: JOSEPH RATZINGER oggi  PAPA BENEDETTO XVI.

BUTTIGLIONE FA’ IL CATTOLICO ROMANO E APPLICA LA DOTTRINA ALLA POLITICA.

E “dulcis in furno ” come dice la Teresa dei Legnanesi arriva pure l’altro CIELLINO, anzi ciellone

data la stazza, detto il Betulla, perchè turlupinava con i Servizi segreti, e poi radiato dall’ordine dei giornalisti ma ospitato assai da Feltri il rotweiller di Casa Berlusconi :

“uccidere un gay, a lume di naso, perchè deve essere ritenuto più grave che ammazzare un padre di famiglia?”

eh già perchè i padri di famiglia sono spesso uccisi per le strade in quanto padri di famiglia…

ne vediamo sempre…

e se per caso fosse un padre gay, che si fa’ si fa’ un’aggravante con un’attenuante che si bilanciano?

SARA’ TUTTA “FARINA” DEL SUO SACCO?

mah!?  chi può dirlo se c’è lo zampino di Feltri o di Don Giussani… (ormai beato)

SONO DUE FIGURE DEL CATTOLICESIMO QUESTI “ENERGUMENI” (così li chiamavano gli ossessi di un tempo i Padri conciliari )

SONO DUE FIGURE “ORRIDE” (come l’orrido , uno strapiombo fanno venire i brividi di freddo…) perchè costeggiano e abitano un pensiero appunto “abissale”, non propriamente quello della grande mistica Simone Weil,o anche di Edith Stein, ebrea convertitasi al cattolicesimo uccisa nei lager nazisti in compagnia di rom zingari e omosessuali,  e neppure di Dietrich Bonhoeffer, pastore evangelico impiccato dai nazisti a Flossemburg, che semmai era quello della immensa pietas, della “teologia crucis”, della debolezza in cui Dio manifesta la sua grandezza, della prossimità con chi è ai margini e perseguitato ingiustamente, quella mistica degli operatori di giustizia…

No la loro è quella della rudezza del cattolicesimo che si fa’ giudizio morale e condanna emarginazione e stigmatizzazione, che crede nelle leggi naturali e naturalmente mette ai margini e naturamente crea gli inferiori…

Che tra i gay picchiati , l’indifferenza  o la violenza e le leggi di contrasto all’omofobia, preferisce cercare cavilli di lana caprina…

Cerca di dissimulare il fastidio verso l’identità stessa degli omosessuali….

ma gira attorno attorno al nodo cruciale con i discorsi filosofico- ideologici e alla fine esce allo scoperto, tra il non detto e il detto, traditi dal loro risentimento irrefrenabile:

GLI OMOSESSUALI IN FONDO SONO INTOLLERABILI!

 

ROCCO E RENATO I DUE DELLA PROVVIDENZA!

San Rocco pellegrino  piagato dalla lebbra e leccato dai pietosi cani, liberaci da quest due uomini cattivi, dal tuo omonimo di Gallipoli e dall’altro suo sodale.

Intercedi presso Dio per noi!

Te rogamus audi nos!

Amen

 

 

CST  – CENTRO STUDI TEOLOGICI – Centro Ecumenico di Milano

 

AFFOSSATA LA LEGGE SUI REATI DI OMOFOBIA : LA PASIONARIA ANTIGAY DEL VATICANO HA COLPITO ANCORA!
PAOLA BINETTI LA PASIONARIA ANTIGAY del VATICANO
PAOLA BINETTI LA PASIONARIA ANTIGAY

VATICANO – ITALIA :  4   a   O       ( PACS – DICO- DIDORE’ e OMOFOBIA:  quarta  vittoria vaticana binettiana contro i diritti gay)

AFFOSSATA LA LEGGE SUI REATI DI OMOFOBIA : LA PASIONARIA ANTIGAY DEL VATICANO HA COLPITO ANCORA!

 

 

OMOFOBIA ITALIANA IL FUNERALE DELLO STATO DI DIRITTO e DEI DIRITTI FONDAMENTALI

 

 

              CHIESA + CRISTIANA ANTICA
+ CATTOLICA e + APOSTOLICA  
                           
                 Diocesi Cattolica – Ortodossa
                                      di Monza per l’ITALIA
  
  

                                                                        NOTA ALLA STAMPA

  

 

 
Milano, 14 Ottobre 2009  – IL VOTO CONTRARIO DEL PARLAMENTO SULLA LEGGE CHE PUNISCE L’OMOFOBIA E’ UN FATTO
GRAVISSIMO E UNICO IN TUTTA L’EUROPA.
L’ITALIA E’ L’UNICO PAESE IN EUROPA E FORSE NEL MONDO CHE HA VOTATO CONTRO UN TESTO DI LEGGE CHE CONTRASTI I REATI DI OMOFOBIA: TUTTO CIO’ NON SOLTANTO E’ SINGOLARE
MA CI INDICA ELOQUENTEMENTE E PIU’ DI OGNI ALTRA CONSIDERAZIONE QUANTO IL NOSTRO PAESE SIA ORMAI ROVESCIATO IN TUTTO: SI PERSEGUITANO I GAY E SI AGEVOLANO I CARNEFICI E GLI OMOFOBI – SI CONDANNANO I DEBOLI E SI AGEVOLANO I PREPOTENTI – SI CONDONANNO GLI EVASORI E SI VESSANO I CITTADINI ONESTI – SI INCRIMINANO I GIUDICI E SI FAVORISCONO I DISONESTI – UN’ITALIA ORMAI ALLO SBANDO TOTALE DENTRO LE TESTE STESSE DEGLI ITALIANI: UNA SITUAZIONE DEVASTANTE CHE VIENE AGEVOLATA DA CHI STA IN POLITICA E NELLA CHIESA
  
  
  
Sapevamo che dopo anni di inutili e futili discussioni in Italia, sui gay e sull’omofobia, non si sarebbe mai approdati a nulla: i fatti di ieri ci hanno dato ragione.
L’Italia è l’unico paese al mondo e in Europa che ha affossato una legge contro l’omofobia.
Nonostante i pestaggi e le aggressioni di persone e coppie omosessuali accaduti negli ultimi tempi, i Signori Onorevoli (questo titolo è puramente formale ormai) della parte governativa – ma non sono mancate defezioni pure dentro il PD con Binetti e company -  hanno pensato bene di affossare la legge che puniva i reati contro gli omosessuali.
Crediamo sinceramente che da ieri, l’Italia non abbia più diritto di stare tra le nazioni dell’Europa civile e progredita.
E’ incredibile che negli anni duemila ancora ci sia una discriminazione su base sessuale, per orientamento sessuale o di genere.
In poco tempo siamo precipitati in anni bui e  in una regressione totale.
Questo è un paese rovesciato nei suoi principi : vengono favoriti i violenti e perseguitati i gay.
Si processano i giudici e si favoriscono i disonesti, si agevolano gli evasori e si perseguitano gli onesti.
Ormai siamo alla fine del senso etico e della legalità.
  
A tutte le realtà Istituzionali – politiche e amministrative –  coinvolte nel dramma dell’omofobia sociale sempre più diffusa, spesso sottovalutata e minimizzata, che ha portato a questa escalation paurosa di violenza e sopraffazione, chiediamo di voltare pagina in Italia e di cambiare musica! Occorrono fatti concreti, programmi e interventi legislativi, e non parole vuote, retoriche e di circostanza, prive di concretezza e di incisività.
 
 

  

mons. +  Giovanni Climaco MAPELLI

         Arcivescovo e Primate

i Teologi del CENTRO STUDI TEOLOGICI – Centro Ecumenico – di MILANO

  

Milano, dalla Sede Diocesana, il 13 Ottobre 2009

tel. 339.5280021 – fax  02. 95310741

centrostuditeologici@alice.it

 

Inserito da: giovannimapelli | Settembre 4, 2009

I DUE DINO : LA CHIESA DELLA SOLIDARIETA’ E LA CHIESA DELL’INDIFFERENZA

RICCHIONI NO!    MERDE GAYBAGNASCOBacio  davanti al Cupolone 
 
 
 
EDITORIALE
 
di  + Giovanni Climaco Mapelli
                     Arcivescovo
  
  
 
 
 
 
 
 
 
 
I DUE
RICCHIONI NO!    MERDE GAY     DINO
  
 
 
 
LA CHIESA DELLA SOLIDARIETA’ E LA CHIESA DELL’INDIFFERENZA E DEL SILENZIO
 
Dino Boffo riceve la solidarietà di tutta la CEI e del Vaticano al completo, l’altro Dino, il gay accoltellato a Roma, solo indifferenza e silenzio
  
 
Una breve riflessione mi ha suscitato tutto il baillame accaduto in questi giorni di fine vacanze in Italia intorno al cosiddetto “caso Boffo”:
il Direttore di Avvenire, il quotidiano dei Vescovi italiani, si è dimesso dopo le accuse mossegli dal Giornale di Feltri (di proprietà casa Berlusconi) di essere un omosessuale, che nel 2002 aveva molestato pesantemente la moglie di un uomo col quale lui intratteneva una relazione omofila e di essere stato per ciò stesso condannato dal Tribunale di Terni .
Ebbene, più di tutto il can can mediatico e politico che si è sollevato, con prese di posizione altisonanti, da politica di bettola italiana come di fatto è da tempo, mi ha colpito l’attestato unanime di tutta la Chiesa cattolica romana ai suoi vertici verso un gay tra l’altro processato per un reato di carattere passionale collegato ad una relazione omosessuale o omofila.
Non può non balzare anche all’occhio del più distratto tra gli spettatori di questa kermesse della solidarietà cattolica una totale disparità di trattamento, un assoluto diverso e ingiusto modo di trattare le persone da parte dei Vescovi e Cardinali.
Da una parte le solidarietà si sprecavano per Boffo, dall’altra nessuna parola, neanche una, neanche la più timida e semplice per i gay che in questi giorni stessi sono stati presi di mira da una escalation di omofobia e di violenza inaudita.
A Roma un altro Dino, che non si chiamava Boffo, è stato aggredito e accoltellato e giaceva da giorni in un ospedale della capitale, quasi in fin di vita.
Era un ragazzo gay che ha pagato un gesto di affetto, un bacio o un abbraccio, al suo compagno, con una coltellata in pancia, perchè non doveva esprimere in pubblico quell’amore, quel suo sentimento di amicizia e amore ad un altro ragazzo, ad un altro uomo.
Era per difendere la purezza e illibatezza dei sentimenti di due ragazzini quattordicenni presenti alla scena di affetto tra gay, che quell’energumeno gli ha sferrato in pancia la lama di un coltello, dicendo poi di essere stato provocato.
Oggi leggiamo però di minorenni che in gruppo, o in branco stuprano una ragazzina di sedici anni: le due cose sembrano distanti in realtà hanno qualche collegamento.
I paladini dell’omofobia, dell’odio verso il gay perchè ama “diversamente”, sono gli stessi che disprezzano la donna, la sua dignità femminile, fino al punto da violentarla in tanti, a turno.
E’ l’idea maschilista della società e dei rapporti umani: l’altro viene usato e abusato,l’altro non ha una dignità propria, è solo un oggetto che deve soddisfare i miei desideri o le mie pulsioni.
 Nel caso del gay è una persona indegna di vivere, perchè disorienta la mia pulsione eterosessuale di maschio pronto a dominare e a violentare e mette in crisi la mia idea di virilità, dall’altra la donna  è l’oggetto da sfruttare e da dominare poichè è lei che suscita gli impulsi che non so dominare, ed è lei che deve pagare per ciò che mi provoca dentro.
La donna che non si concede, colpevole di provocare le mie pulsioni, è la donna che merita di essere stuprata, poichè è solo col possesso e il soddisfacimento brutale dei miei istinti che io metto a tacere la debolezza che lei stessa mi fa’ provare quando sento il bisogno del suo corpo.
E’ chiaro che non vi è educazione sentimentale e sessuale qui.
A qualcuno poi forse potrà sembrare strano o addirittura sconvolgente, ma questo modo di pensare è il modo stesso di una cultura e di una teologia cattolica arcaica.
Quella che metteva nella pulsione sessuale stessa un’idea originaria di male, una specie di peccato oiginale,e che poi trovava nella sublimazione della castità il bene supremo: è ovvio che una tale soluzione del problema sessuale non trovava molti adepti e che di fronte a pochi asceti, lunga era anche nella Chiesa la scia di coloro che vivevano nel compromesso.
Ora, l’idea del sesso come demone da dominare ha prodotto menti giovanili demoniache,poichè di fatto del sesso non conoscono nulla (e non devono conoscere nulla! questo era l’imperativo moralista), e soprattutto non hanno neppure un’idea relazionale e interpersonale della sessualità, come scelta e libertà della persona, abituati come sono da famiglie e genitori sostanzialmente arcaicamente cattolici quand’anche nemmeno più praticanti, a trattare il sesso con disprezzo o sotto l’interdetto del silenzio (il classico tabù )  e come mero impulso: lo stesso impianto arcaico della dottrina sessuale della Chiesa cattolica romana mai del tutto venuto meno.
E’ per questo che dilagano questi delinquentelli del sesso e dello stupro, poichè a fronte di una dottrina sessuale oppressiva, sono cadute tutte le remore e tutti i divieti antichi, e non si è costituita un’idea e una cultura nuova della sessualità a partire dalla positività della sessualità stessa e del valore della persona che la esprime.
Si è caduti, nell’assenza di ogni riferimento valoriale,  in un mero gioco animale, e si è passati all’istintualità fine a se stessa.
La televisione e i media con le loro associazioni tra sesso droga e violenza (che sono gli ingredienti ormai soliti di ogni fiction ) hanno fatto il resto.
Oggi scindere il sesso dalla violenza e dall’abuso è ben difficile.
Tornando - dopo questa digressione sui giovani e il sesso – al ragazzo gay accoltellato a Roma, dobbiamo dire che proprio i gay subiscono doppiamente questa cultura del peccato e della violenza, cioè sono attaccati quasi quotidianamente dalle gerarchie cattoliche perchè ritenuti colpevoli di introdurre un vulnus e un disordine in quella sessualità santa e giusta della famiglia, quella dell’uomo e della donna, (non fa’ nulla se anch’essa inficiata dalla violenza domestica e dal sopruso) e dall’altra vengono aggrediti da quella cultura generazionale giovanile omofoba che vede nel gay il debole e un affronto al proprio sessismo, che va soppresso.
Omofobia sociale giovanile e condanna della Chiesa vanno di pari passo.
Sesso unito a violenza sono gli ingredienti stessi anche della dottrina cattolica sulla sessualità, infatti i religiosi e i preti fanno una violenza su se stessi per dominare gli impulsi del sesso (quelli impersonali, in una visione del sesso impersonale e a-personale) mentre gli altri, i giovani non religiosi, non li dominano affatto e anzi li rovesciano violentemente sui corpi delle loro vittime.
Sulla donna con lo stupro e sul gay o la lesbica con le botte.
Di fatto però è lo stesso impianto strutturale e la stessa visione del sesso che determina l’una e l’altra cosa.
E il silenzio del cardinal Bagnasco e dei Vescovi, come del Vaticano, di Bertone o del Papa stesso, di fronte ai gay pestati e accoltellati, è il silenzio di coloro che -mentre a Boffo ignaro gay cattolico della moralità e della trasparenza si profondono in solidarietà di maniera più o meno sentite – ai gay che invece stanno nelle strade omofobe di Roma, incarnatori della sessualità non dominata, e colpevoli di essere il corpo stesso del desiderio loro inconscio mai sopito, non degna neanche una parola, neppure quando rischiano di morire o muoiono uccisi, perchè sono l’emblema stesso incarnato del peccato.
Accadde così anche per gli Ebrei quando morivano deportati e uccisi dai nazisti: era l’antisemitismo arcaico e la percezione dell’ebreo come peccatore irriducibile (che rifiutava la salvezza di Cristo ) come il gay che non si pente oggi, che paralizzava la condanna del Vaticano e della Chiesa dell’antisemitismo stesso di allora, come dell’omofobia oggi!
DINO BOFFO E DINO di ROMA NON SONO DUE PERSONE UGUALI PER LA CHIESA CATTOLICA ROMANA: UNO E’ DEGNO DI QUALCHE COSA, L’ALTRO NO!
Milano, 4 Settembre 2009
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

                       CHIESA + CRISTIANA ANTICA + CATTOLICA e + APOSTOLICA

                                                            
            Diocesi Cattolica – Ortodossa
                     di Monza per l’ITALIA
 

                                                                        NOTA ALLA STAMPA

dichiarazione pubblica  n.  3  /2009

Roma, 25 Agosto 2009 – L’ENNESIMA AGGRESSIONE AD UNA COPPIA DI GIOVANI GAY A ROMA, DOVE UN GIOVANE HA  RISCHIATO DI ESSERE UCCISO A COLTELLATE, CI SGOMENTA E CI INDIGNA, SOPRATTUTTO PER IL CLIMA DI  INDIFFERENZA IN CUI E’ AVVENUTA: LA CHIESA DI ROMA, IL VATICANO NON HANNO NULLA DA OBIETTARE IN PROPOSITO? DOPO ANNI E ANNI DI PONTIFICATI OMOFOBI (quello Wojtyliano e quello Ratzingeriano ) AL LIMITE DELL’OSSESSIONE E AL LIMITE DEL PARANOICO, BEN TUTELATI NEI LORO PALAZZONI IMMENSI, DIETRO L’ALIBI PRETESTUOSO DELLA DIFESA DELLA FAMIGLIA, HANNO SEMINATO ODIO RELIGIOSO E DISCRIMINAZIONE SOCIALE VERSO I GAY: DUE COSE CHE “GRIDANO VENDETTA AL COSPETTO DI DIO”, IL DIO VERO E GIUSTO DI GESU’ CRISTO, QUELLO EVANGELICO, NON GIA’ QUELLO DEI FARISEI IPOCRITI E DEI LAPIDATORI MORALISTI.

Nessun Vescovo Cattolico – romano sente il dovere morale di condannare questo fatto grave e pubblico, che ha destato grande apprensione sociale in tutta Italia?  Un quesito greve ci sorge d’obbligo di fronte a tanto silenzio…

Ritengono pleonastico e superfluo farlo? Com’ è che quando si tratta di omosessuali, di aggressione a gay e lesbiche, la Chiesa romana e papale si sente del tutto irretita e si ritrova con la lingua imbalsamata e incollata nel silenzio?  E’ indifferenza questa…?  Oppure è rimorso e senso di colpa per i tanti discorsi omofobi pronunciati in questi anni duri e ossessivi?  O si tratta soltanto di incapacità a capire e discernere ciò che accade?

E’ troppo comodo chiudersi nel silenzio imbarazzato, quando si è stati per anni e anni – attraverso esposizioni mediatiche intense ed interventi reiterati in campo politico – i costruttori solerti di una teoria teologica omofoba e di una stigmatizzazione ed ostracismo sociale su tutta la linea!

 
 
 
 
 

 

Adesso si cominciano a raccogliere i frutti nefasti di questa dissennata “teologia morale” !

Ai due giovani gay aggrediti va tutta la nostra solidarietà e stima sincera, unita alla vicinanza spirituale e all’affetto che sentiamo profondamente per loro e per la loro triste vicenda.

Sappiano che dentro la nostra Chiesa troveranno, tutti loro, nel nome di Cristo Signore,  quell’accoglienza piena che è loro negata dalla Chiesa Cattolica Romana e da altre Religioni integraliste.

                                    A tutte le realtà Istituzionali – politiche e amministrative –  coinvolte nel dramma dell’omofobia sociale sempre più diffusa, spesso sottovalutata e minimizzata, che ha portato a questa escalation paurosa di violenza e sopraffazione, chiediamo di voltare pagina in Italia e di cambiare musica!

Occorrono fatti concreti, programmi e interventi legislativi, e non parole vuote, retoriche e di circostanza, prive di concretezza e di incisività.

 

mons. +  Giovanni Climaco MAPELLI

         Arcivescovo e Primate

i Teologi del CENTRO STUDI TEOLOGICI – Centro Ecumenico – di MILANO

 

Milano, dalla Sede Diocesana il 25 Agosto 2009

tel. 339.5280021

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Il Pallio’ (derivato dal latino pallium, mantello di lana) è un paramento liturgico usato nella Chiesa cattolica, originariamente non riservato al Papa, ma per molti secoli un distintivo proprio di ogni Vescovo, al pari dell’ omoforion greco delle Chiese orientali, e rappresenta la pecora (è fatto di lana) che il Pastore porta sulle sue spalle come il Cristo. Successivamente il Papa di Roma se n’è riservato una specie di “esclusiva”, e concedeva ad arcivescovi metropoliti e ai primati come simbolo della giurisdizione in comunione con la Santa Sede. Il Pallio grande, oggi riserevato al solo Papa era portato in origine, e per tutti i primi secoli, da tutti i Vescovi (vedi le iconografie antiche che ritraggono i Santi Vescovi ad es. Sant’Ambrogio, Sant’Atanasio, San Giovanni Crisostomo, Sant’Ignazio di Antiochia ,Sant’Ilario ecc.) poi è stato ridotto ad una specie di “cravatta” più piccola e dato agli Arcivescovi Metropoliti. In Oriente si è mantenuta la tradizione originaria autentica: l’omoforion (letteralmente dal greco che significa “portato sulle spalle” ) è proprio di ogni Vescovo, e si porta in due diverse modalità: il piccolo omoforion(come uno stolone che scende dritto ) o il grande omoforion,(che dalle spalle gira attorno e scende di lato) a seconda delle Celebrazioni, più o meno solenni.

In origine il pallio era parte del vestiario degli ufficiali statali romani. In seguito venne indossato anche dai dignitari religiosi. Il pallio della Chiesa cattolica è una derivazione dell’omoforio (omophórion) e ne è il suo corrispondente: una larga fascia di stoffa, molto più larga del pallio, indossata dai vescovi ortodossi e dai vescovi cattolici orientali di rito bizantino.  Dopo il monopolio di Roma e del suo Vescovo, affermatosi in Occidente dopo l’incoronazione di Carlo Magno Imperatore, nell ‘800,  il Papa – attribuendosi una specie di esclusiva rispetto ai Sinodi locali e regionali e ai loro metropoliti -  indicava e nominava tramite il pallio i vescovi scelti.  Dal IX secolo è il segno distintivo nei paramenti degli arcivescovi metropoliti e, attualmente, tutti gli arcivescovi metropoliti cattolici romani indossano il pallio.

Nelle Chiese Orientali che ne usano, spesso anche in Occidente, secondo antica ininterrotta e fedele tradizione,  non viene concesso dal Papa ma dal  Santo Sinodo dei Vescovi con atto del Primate .dopo la caduta del Papa a Pentecoste 2008

IL PALLIO riservato al Papa in epoca attuale arbitrariamente (in antico segno distintivo di ogni Vescovo)

PADRE FRANCESO GEREMIA NOMINATO ARCHIMANDRITA ONORARIO 1PADRE FRANCESO GEREMIA NOMINATO ARCHIMANDRITA ONORARIO 6PADRE GEREMIA E LA COLLANA di LIBRI ORTODOSSIPADRE FRANCESO GEREMIA NOMINATO ARCHIMANDRITA ONORARIO 4FONTANELLA (BG) :  PADRE FRANCESCO GEREMIA DEI SERVI DI MARIA, SUCCESSORE DI PADRE DAVID MARIA TUROLDO NOMINATO ARCHIMANDRITA ONORARIO DALL’ARCIVESCOVO MAPELLI

Domenica 5 Luglio 2009  in serata  l’Arcivescovo + Giovanni CLIMACO Mapelli è salito a Fontanella, vicino a Sotto il Monte, presso l’eremo monastico d Sant’ Egidio, luogo di preghiera e spiritualità caro a Padre David Maria Turoldo che vi si era rifugiato tanti anni addietro, quando l’autorità gerarchica non gradiva le sue prediche a Milano.

In questo luogo particolare mons. Mapelli, accompagnato dall’Arciprete mitrato Padre Nicolaij Makar del Patriarcato Ortodosso di Mosca, che presiede alla Comunità Parrocchiale di Milano e dal Segretario dello stesso Suddiacono Oleg, e dal proprio Segretario Diacono Padre Mario Metodio Cirigliano ha incontrato PADRE FRANCESCO GEREMIA attuale successore di Padre Turoldo, morto nel 1992.

L’ eredità di Turoldo è notevole anche sotto il profilo editoriale: infatti l’editrice Servitium ha curato tra tanti titoli anche una collana di vita e spritualità ortodossa.

Proprio su questa possibilità di continuare l’opera culturale ed editoriale di questa collana ortodossa si è incentrato l’incontro a Fontanella tra Padre Geremia e Padre Makar del Patriarcato di Mosca e Vice Preside dell’Istituto di Teologia Ortodossa di Kiev, una delle più prestigiose istituzioni accademiche teologiche del mondo ortodosso europeo.

Al termine dell’incontro nel chiostro del piccolo monastero l’Arcivescovo Primate Mapelli della Chiesa Cristiana Antica Cattolica e Apostolica ha consegnato la pergamena di nomina di Archimandrita onorario (Arciabate)  a Padre Geremia, in ricordo anche della grande figura ecclesiale di Padre Turoldo di cui è erede.

Infine ha donato la croce pettorale archimandritale (arciabbaziale) ad honorem allo stesso Padre Geremia ed ha posto lo zucchetto prelatizio sul capo dello stesso frate servita dell’Ordine dei Sette Servi di Maria.

Al termine la piccola Delegazione ha fatto tappa presso Sotto il Monte, per visitare i luoghi natali di Angelo Roncalli, Papa GIOVANNI XXIII, che tanto amò il dialogo ecumenico con il Concilio, di cui ricorre il 50° anno di indizione (1959)  e con la sua opera apostolica.

(nelle foto i momenti dell’incontro e della breve cerimonia di nomina)

 

 

 
CHIESA + CRISTIANA ANTICA + CATTOLICA  E + APOSTOLICA
     DIOCESI DI MONZA per L’ITALIA

              Nota di precisazione

  

Milano, 13 Luglio 2009 -  L’articolo del giorno 12 Luglio u.s. uscito sul quotidiano L’Arena di Verona, portava il titolo seguente:“LA BENEDEZIONE A COPPIE DI FATTO”, in realtà l’articolo medesimo si riferiva alla celebrazione eucaristica per la Benedezione abbaziale di Padre Dom Benededetto (al secolo Franco Sordato), nominato Abate titolare della Chiesa dei Santi Benedetto e Antonio in Verona, e questo particolare, nonostante l’articolo fosse in sè corretto, ha creato non pochi malintesi, in quanto nella celebrazione suddetta non vi è stata alcuna benedizione di coppie di fatto.

La nostra Chiesa ha una sua impostazione teologica e pastorale ben definita e pubblica, che accoglie anche le realtà delle coppie di fatto in genere, nelle loro diverse componenti e storie esistenziali, e che prevede per loro un cammino di serio discernimento spirituale e vocazionale, che può terminare con una celebrazione ad hoc.

Tutto questo è avviato in sintonia con la Comunità cristiana, con quella predilezione evangelica che Gesù Cristo, nostro Maestro, riservava agli emarginati e agli ultimi, rovesciando quell’immagine di presunzione che molti credenti hanno della vita cristiana, che è più simile ad una visione farisaica della morale e della fede.

Sono loro, questi ritenuti “ultimi”, che “ci passeranno avanti nel Regno dei Cieli!”.

Inoltre la precisazione più importante è questa: il Padre Benedetto Sordato è attualmente Diacono e non Presbitero della nostra Chiesa, e pertanto non celebra la Santa Messa o Divina Liturgia Eucaristica, che viene invece celebrata da altri Presbiteri provenienti dalla Diocesi di Milano secondo necessità.

La dignità abbaziale gli è stata conferita secondo l’antica usanza della Regola benedettina, e sempre seguita da altri insigni Padri fondatori di monasteri in Oriente che non prevede il collegamento della carica di Abate all’ordine presbiterale, ma a quello monacale: pertanto da Diacono e Abate titolare, reggerà la Comunità veronese della nostra Arcidiocesi.

Da ultimo, la foto pubblicata in riferimento all’articolo stesso non era di Sua Eminenza Mons.Mapelli ma di un altro Arcivescovo Metropolita ortodosso che aveva presenziato all’ordinazione diaconale del 1 febbraio scorso a Verona.

 

                                                             per mandato dell’Arcivescovo Primate

                                                               Padre Mario Metodio Cirigliano

                                                                     Protodiacono e Segretario Arcivescovile

 

 

dalla Residenza Diocesana, 13 Luglio 2009 -  Festa dei Santi Dodici Apostoli (secondo il Calendario orientale)
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Segreteria Arcivescovile

Segreteria Arcivescovile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

stemma papatoPREDICARE BENE E RATZOLARE MALE! ETICA E MORALE SOTTO IL CUPOLONE….

 

 

 PREDICARE BENE E RAZZINGHERARE (o RATZOLARE ) MALE! IL PAPA BENEDETTO XVI PREDICA L’ETICA E LA MORALE AI POLITICI MA NON AL VATICANO E AL SUO IOR! (vedi il LIBRO scandalo su VATICANO SPA)

1 lug 2009

 

PREDICA AI POLITICI:

Papa: richiamo ai politici, “valori etici e morali importanti” CITTA’ DEL VATICANO – Appello del papa sull’”importanza dei valori etici e morali nella politica”. Per farlo, Benedetto XVI coglie l’occasione della presenza dell’associazione interparlamentare ‘Cultori dell’etica’ – cui aderiscono parlamentari italiani di varia estrazione politica, presieduta dal senatore dell’Udc Leonzio Borea – tra i 14mila fedeli e pellegrini presenti all’udienza del mercoledi’ in piazza San Pietro: “Saluto – dice il pontefice – gli esponenti dell’Associazione ‘Cultori dell’etica’, la cui presenza mi offre l’opportunita’ di sottolineare l’importanza dei valori etici e morali nella politica”. L’udienza e’ dedicata all’Anno sacerdotale appena iniziato. “Dopo il Concilio Vaticano II si e’ ingenerata qua e la’ nella Chiesa una certa confusione sulla missione stessa dei sacerdoti”, spiega Benedetto XVI, che denuncia come alcuni abbiano “pensato che il loro compito primario fosse quello di costruire prima di tutto la giustizia sociale”, dimenticando che l’annuncio del Vangelo e l’Eucaristia rappresentano l’essenza del sacerdozio, e costituiscono un binomio inscindibile e irrinunciabile. (Agr)

 

VATICANO SPA

Spericolate operazioni finanziarie mascherate da opere di carità e fondazioni di beneficenza. La storia raccontata in questo libro è totalmente inedita. Parte da un archivio immenso, custodito in Svizzera e da oggi accessibile a tutti. Circa quattromila documenti. Lettere, relazioni riservate, bilanci, verbali, bonifici. La finanza del Vaticano come non è stata mai raccontata. Tutto grazie all’archivio di monsignor Renato Dardozzi (1922-2003), tra le figure più importanti nella gestione dello Ior fino alla fine degli anni Novanta. Sembrava una storia conclusa con gli scandali degli anni Ottanta. Con Marcinkus, Sindona e Calvi. Invece tutto ritorna. I soldi di Tangentopoli (la maxitangente Enimont) sono passati dalla Banca vaticana: titoli di Stato scambiati per riciclare denaro sporco. Depositi che raccolgono i soldi lasciati dai fedeli per le Sante messe trasferiti in conti personali, con le più abili alchimie finanziarie. Lo Ior ha funzionato come una banca nella banca. Una vera e propria “lavanderia” nel centro di Roma, utilizzata anche dalla mafia e per spregiudicate avventure politiche. Un paradiso fiscale che non risponde ad alcuna legislazione diversa da quella dello Stato del Vaticano. Tutto in nome di Dio.. Diventa fan di Vaticano S.p.A. su Facebook Gianluigi Nuzzi E’ nato a Milano nel 1969. Inviato di «Panorama» dopo aver lavorato a «Il Giornale» e collaborato con il «Corriere della Sera», dal 1994 segue le più rilevanti inchieste giudiziarie con implicazioni politiche e finanziarie del nostro paese. Negli ultimi anni i suoi scoop hanno fatto scandalo e determinato nuove indagini come nella guerra tra l’ex ministro Vincenzo Visco e l’ex numero uno della Guardia di finanza Roberto Speciale, le intercettazioni di Piero Fassino e Giovanni Consorte («Allora Gianni siamo padroni di una banca?») e quelle di Gianpiero Fiorani e Antonio Fazio («Tonino ti darei un bacio in fronte») nell’inchiesta sulle scalate a Bnl e Antonveneta o, più recentemente, quelle dell’allora premier Romano Prodi.

della serie: PREDICARE BENE E RATZOLARE MALE!

PROFEZIE di UN VESCOVO che proviene dalla Chiesa di San Pietro Apostolo

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Gesù e il discepolo : proteggi Signore tutti i tuoi Figli!

Gesù e il discepolo : proteggi Signore tutti i tuoi Figli!

 QUESTA UNA PARTE DELLL’ INTERVISTA A CLEMENTE MASTELLA SULL’ULTIMO SUO LIBRO in uscita da Rizzoli- ( Corriere della Sera – 16 giugno 2009

” Vaso di coccio tra vasi di ferro»: così si descrive Clemente Mastella. Stanco di essere additato come il simbolo di una politica deteriore, il neoeletto del Pdl ha scritto le sue memorie, Non sarò Clemente (in uscita da Rizzoli). Una galleria di ritratti, magistralmente messi in fila dal coautore Marco Demarco. Da Moro a D’Alema, da De Mita a Berlusconi. Compreso Ratzinger, che regala a Mastella la soddisfazione più grande: «Mi schierai per il no ai Dico, le unioni tra omosessuali. Prodi arrivò a minacciare conseguenze sulla mia permanenza al governo: ‘O firmi anche tu per i Dico, o te ne vai’. Tenni duro. E un giorno mi arrivò una telefonata dal Vaticano. Mi passarono la segreteria del Santo Padre. Subodorai uno scherzo, e quando sentii quella voce dall’accento teutonico pensai a Fiorello. Ma poi mi convinsi che era davvero il Papa. Voleva esprimermi il suo apprezzamento per la mia posizione». MEMORIA del Vescovo + Joannes Climacos MAPELLI : ricordo che telefonai nel gennaio 2008 al Ministero di Giustizia e parlai con una Segretaria del Ministro in merito alla Sentenza di primo grado che assolveva tutti i responsabil della Scuola di San Giuliano di Puglia (Campobasso) crollata per un terremoto nel 2002. Volevo protestare vivamente col Ministro, ma non era in sede. Più tardi verso sera alle ore 20, 00 circa richiamò sul cellulare il Ministro Mastella stesso: protestai per la sentenza ritenuta indegna…. poi mentre il Ministro mi chiedeva della nostra Chiesa sentii una voce interiore che mi diceva: “Questo uomo finirà male per tutta l’ostilità che ha istigato e praticato contro gli omosessuali”… Ricordavo infatti la sua ostinata ostilità , sempre sbandierata, contro i DICO e i PACS… Una “maledizione possente” pendeva sl suo capo, e fu così che passando pochi mesi si trovò in rovina e la moglie indagata dal Tribunale di Napoli…. la profezia si è avverata…. Lo invitai ad una celebrazione della Divina Liturgia da noi (la Santa Messa) nella Chiesa madre di Milano, ma Lui promise e non venne mai: volevo parlargli di ciò che sentivo da quel momento…. magari perchè capisse il suo errore madornale… Adesso Lui dice che il Papa gli ha telefonato per esprimergli il suo ringraziamento e la sua gratitudine invece per la sua posizione dura e irremovibile sui DICO, cioè sulle coppie di fatto e omosessuali: ebbene il Papa è il primo che calpesta e invita altri a calpestare i diritti umani inalienabili degli omosessuali, gay e lesbiche, e Dio lo ha già segnato col suo dito: quando su mandato della Gendarmeria Vaticana, la Polizia italiana mi aveva condotto in Comissariato di Borgo Pio a Roma,il 13 Gennaio 2008 poichè stavo pregando sul luogo stesso, nel decennale del suicidio dell’omosessuale siciliano in piazza San Pietro , Alfredo Ormando, (perchè ispirato dalla madre del giovane stesso in spirito), più o meno nello stesso momento il Papa Benedetto XVI, che celebrava nella Cappella Sistina il Battesimo di alcuni bambini, nella Festa liturgica del Battesimo di Gesù, perdeva il suo anello piscatorio, simbolo del potere di San Pietro e papale. Quando si è accorto dell’anello mancante al dito, il Pontefice facendo alcuni passi per scendere i gradini dell’altare, al termine della Messa, incespiscava e sarebbe caduto se il Maestro delle Cerimonie Pontificie mons. Guido Marini e un altro cerimoniere non l’avessero prontamente sorretto. Io capii nel profondo il perchè di tutto questo: la mia Ordinazione vescovile viene dalla Chiesa Greca del Vecchio Calendario e da lì risale a Costantinopoli e poi ad Antiochia in linea diretta… quindi da San Pietro Apostolo stesso (poi da Evodio e da S. Ignazio antiochieno) e quindi “un potere non sta diviso in se stesso poichè cade” … diceva Cristo nei Vangeli: il Papa si è messo dunque contro, facendo operare una specie di arresto di me Vescovo, la stessa fonte del comune episcopato , PIETRO in ANTIOCHIA…. e il suo potere (simbolizzato nell’Anello) è caduto… facendo poi vacillare anche il Papa stesso…. Tuttavia, il Papa non ha voluto capire, (testardo come Egli è, e chiuso alla voce dall’Alto, ai suoi moniti, poichè è pieno di sè e della sua sola intellingenza) ed ha preferito continuare nella sua ostilità e persecuzione sociale degli omosessuali… Fu così che poco dopo la telefonata di Mastella pregai intensamente perchè i nemici delle persone omosessuali e della loro dignità cadessero, con il grido a Dio Padre che viene dal debole calpestato (Dio è vindice del debole! dice il testo biblico) : cadde Masella con la moglie, purtroppo trascinò nella caduta sua il Governo di Prodi (uomo che conosco bene) riportando l’Italia alla nefasta “conditio quo ante”, che tuttora perdura… Ma il Papa non aveva capito, e attraverso una preghiera accorata dinanzi al Crocefisso che sta nella mia residenza, chiesi a Cristo che non più l’anello ma Lui stesso cadesse, poichè non aveva voluto capire nulla dei Segni di Dio: questa preghiera fu fatta alla fine di Aprile 2008 e nella Domenica di Pentecoste durante la Messa dell’ 11 Maggio 2008, il Papa cadeva sull’altare stesso, trascindando giù anche il pallio (omoforion) che è il distintivo del Vescovo di Roma. “Ho otturato i loro orecchi perchè udendo non comprendano e ho oscurato i loro occhi perchè vedendo non capiscano… ma vengano un giorno salvati!” (un passo evangelico in cui Cristo ripete le parole di un Profeta dell’Antico Testamento) TUTTO QUESTO LO GIURO IN PIENA COSCIENZA SUI SANTI EVANGELI di CRISTO GESU’ NOSTRO SIGNORE , CUI SIA DATA GLORIA E ONORE NEI SECOLI DEI SECOLI. Amen

 

+ IO VESCOVO DIFENDO I DEBOLI!   FIGLI di DIO  – Alla fine soltanto l’Amore di Cristo vincerà: moralismo e moralisti cadranno…

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